Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo.

 Visualizza la Privacy Policy Approvo

Bilancio Sociale FICRVI PRESENTO IL BILANCIO SOCIALE FICR: UNO STRUMENTO SEMPRE PIU' AL CENTRO DELLA COMUNICAZIONE STRATEGICA

di Emanuela Grussu

 

 

In questi mesi di lavorazione, in cui ho provveduto a raccogliere i dati per redigere il bilancio sociale, ho piacevolmente assistito, oltre che ad una puntuale rendicontazione dei risultati sociali della gestione (quindi non solo finanziari e contabili), anche ad una maggiore capacità di interloquire con il territorio di riferimento della Federazione e, soprattutto, ad una più efficace comunicazione del “valore sociale” dell’attività svolta dalle nostre associazioni su tutto il territorio nazionale.

 

In questa fase è risultato strategico per la Federazione ottenere la fiducia dei differenti interlocutori, interni ed esterni, per essere riconosciuta come partner affidabile nelle relazioni di collaborazione e di scambio. L’esigenza è stata, pertanto, quella di attuare una strategia di comunicazione che mettesse in evidenza la missione della Federazione Italiana Cronometristi, il suo orientamento a valori etici e sociali e l’assunzione consapevole della responsabilità sociale. 

 

La decisione di adottare il bilancio sociale ha infatti coinvolto tutta la Federazione ed ha richiesto la preliminare individuazione degli stakeholder - quali soggetti che, a diverso titolo, sono portatori di interesse nei confronti della FICr - e la conoscenza di ciò che si aspettano. 

 

Da questi presupposti l’elaborazione del Bilancio Sociale FICr 2016/2018 si è sviluppata quale processo strategico di comunicazione atto a rendere conto dell’impegno sociale federale che, se da un lato contempera la finalità di condividere con gli stakeholder interni i valori, gli obiettivi federali, i rapporti tra dipendenti e lo sviluppo delle risorse umane, dall’altro si rivolge agli stakeholder esterni allo scopo di comunicare e condividere gli obiettivi e gli impegni raggiunti. 

 

Il Bilancio Sociale FICr si sta dimostrando, in seguito alla pubblicazione, un efficace e strategico strumento di comunicazione e gestione delle relazioni sociali, che aiuta a promuovere e potenziare il dialogo con le parti federali e, al tempo stesso, contribuisce a far crescere all’interno della Federazione il senso di responsabilità. 

 

Mi sento di poter parlare di una comunicazione fatta in modo corretto e trasparente fin dalla prima fase di organizzazione del lavoro e che sta creando fiducia per un sincero consenso, oltre che contribuire a migliorare le relazioni interne ed esterne, riducendo i costi di transazione e realizzando condizioni che favoriranno, in un futuro molto vicino, lo svolgimento di una gestione sempre più innovativa perché condivisa.

 

Non nascondo che il primo step di lavoro ha richiesto più tempo del previsto, questo perché ho voluto coordinare il percorso del bilancio sociale FICr inserendo informazioni adeguate allo scopo: vale a dire analisi di dati né sovrabbondanti né eccessivamente limitati, ma soprattutto utili, significativi, attendibili e verificabili anche da parte di terzi, per ottenere una struttura uniforme e consentire comparazioni e confronti nello spazio e nel tempo. 

 

Mi sono posta il problema delle modalità applicative della redazione dei documenti da me raccolti, al fine di estrapolare i dati necessari di rendicontazione sociale.

In questo lavoro mi è stato molto utile applicare uno dei principali standard internazionali di riferimento per la redazione del Bilancio di Sostenibilità, ed in particolare quello creato dalla Global Reporting Initiative, conosciuto come GRI.

La Global Reporting Initiative è un’organizzazione nata con l’obiettivo di aiutare sia il pubblico che il privato a comprendere, misurare e comunicare l’impatto che una qualsiasi attività potrebbe avere sulle varie dimensioni della sostenibilità (economica, ambientale e sociale). L’ultima versione degli standard GRI è stata presentata ufficialmente nell’ottobre 2016, ed è il frutto di un lungo processo che ha aggiornato le vecchie linee guida (GRI G4 Guidelines) dando vita ai nuovi GRI Sustainability Reporting Standards, che dal 1° luglio 2018 hanno sostituito le precedenti linee guida.

 

Seguendo i nuovi standard, la Federazione Italiana Cronometristi ha focalizzato il proprio reporting di sostenibilità sugli aspetti materiali, ovvero su quei temi che davvero contano per la Federazione e per i propri stakeholder.

 

Con il termine materialità, infatti, ho fatto riferimento all’identificazione di quegli aspetti che riflettono gli impatti economici, ambientali e sociali significativi per la Federazione e che influenzano in modo sostanziale le valutazioni degli stakeholder. Non solo, le nuove linee guida GRI sono state organizzate in un sistema modulare e interconnesso di standard: questa nuova struttura mi ha consentito un più frequente e semplice aggiornamento dei singoli standard, senza dover riemettere l’intero corpo documentale.

Nello specifico ho attivato due modalità di redazione del Bilancio di sostenibilità: da una parte ho applicato l’opzione “Core” e dall’altra quella “Comprehensive”. 

Nell’ opzione “Core” ho inserito tutti gli elementi essenziali di un Bilancio di sostenibilità considerati importanti per la maggior parte delle organizzazioni. 

L’opzione “Comprehensive”, invece, ha richiesto, rispetto all’opzione “Core”, contenuti addizionali relativi all’integrità, all’etica, alla governance ed alla strategia della Federazione.

Con l’applicazione dello standard GRI sinteticamente descritto, e creando contestualmente un legame con il bilancio di esercizio, mi è stato possibile offrire ai destinatari del bilancio sociale un riscontro economico-quantitativo delle informazioni contenute e delle dichiarate strategie di relazione con gli stakeholders, consentendo, quindi, la verifica della coerenza tra valori prefissati e obiettivi conseguiti, tra obiettivi e risultati raggiunti e tra risultati e attese programmatiche. 

 

Gli standard GRI, attraverso l’utilizzo di parametri comuni di valutazione, misurazione e comunicazione delle performance e degli impatti della Federazione, hanno permesso di sviluppare un linguaggio comune di riferimento per la rendicontazione della sostenibilità. Ricordo, infatti, che oggi, in Italia, la rendicontazione sugli aspetti economici, ambientali e sociali non rappresenta più soltanto un’operazione volontaria di trasparenza: secondo il D.Lgs. 30 dicembre 2016, n. 254, che recepisce la Direttiva 2014/95/UE, a partire dal 1° gennaio 2017 tutti gli enti di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti sono tenuti per legge alla redazione della dichiarazione non finanziaria.

 

Ci tengo a precisare che la costruzione del bilancio sociale ha richiesto un’azione di progressivo coinvolgimento di volontà umane di tutti i settori federali, iniziato con la costituzione di un gruppo di lavoro da me coordinato, che mano a mano si è allargato ai diversi livelli, rendendo complici gli stakeholder interni ed esterni, attraverso un processo di lavoro di squadra che, nella prima fase, ha garantito una buona dose di coinvolgimento non solo del personale e degli organi federali, ma soprattutto del territorio e di tutti gli stakeholder.

 

Ancor prima di avviare le fasi operative, è stato fondamentale un costruttivo confronto per esternalizzare la missione federale e i valori di riferimento, che si sono poi concretizzati con la pubblicazione del codice etico federale. Abbiamo fatto questo esperimento impegnandoci nel razionalizzare e sistematizzare quelli che realmente sono i nostri risultati, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza nella comunicazione con i nostri interlocutori interni ed esterni. La vera prova di forza a cui ci siamo sottoposti è stata quella di non temere di mostrare anche le eventuali criticità rispetto all’edizione precedente, con la volontà della massima trasparenza e di un’analisi realistica delle difficoltà sia interne che esterne.

 

In particolare mi è piaciuto “ribattezzare” questa fase di lavorazione come “la geografia collaborativa della FICr”, perché il risultato primario è stato raggiunto internamente, grazie ad un forte e forse da me inaspettato, ma sorprendente, coinvolgimento del territorio, dato dalla somma di tutte le persone che sono quotidianamente a stretto contatto con le associazioni o che sono interessate per altri motivi.

 

Voglio condividere alcuni importanti aspetti che sono emersi durante i mei studi, primo fra tutti la forte vocazione collaborativa tra le Associazioni territoriali, che molto spesso si trovano a prestare servizio in situazioni di criticità, ma senza mai dimenticare di appartenere ad un’unica grande organizzazione. 

 

Questo elemento, che ci contraddistingue, rappresenta un’esperienza davvero unica e, in riferimento al Bilancio sociale, rappresenta, a mio parere, agli occhi della comunità di riferimento, la certificazione di un profilo etico, legittimando il ruolo del cronometrista, non solo in termini professionali, ma soprattutto morali!

 

Posso affermare che la passione, le conoscenze possedute dai responsabili e tecnici, dosate nella giusta combinazione con la responsabilità sociale, hanno permesso di realizzare un percorso di lavoro che restituisce, nelle giuste dosi, energia vitale alla Federazione, consentendo alle tante persone di questa nostra grande famiglia di esprimere le potenzialità possedute rispetto agli obiettivi ed ai valori.

 

La particolare attenzione al clima di fiducia e collaborazione, di correttezza, trasparenza e reciproco rispetto tra i cronometristi in servizio, ha esaltato l’importanza della gestione e valorizzazione delle risorse. 

 

Partendo da quest’ultimo presupposto, il Bilancio sociale è stato assorbito come occasione per affermare il concetto di Federazione italiana cronometristi quale organizzazione che, tra le altre finalità, opera per migliorare la qualità della vita sociale dei tesserati. Tutto ciò deriva da una visione federale molto chiara, quella di diffondere e ottimizzare la struttura organizzativa attraverso la valorizzazione della funzione e del ruolo del cronometrista.

 

Con la pubblicazione del Bilancio sociale la Federazione ha voluto rendere conto non solo dei traguardi sociali e finanziari, ma anche degli effetti reali e congiunti delle azioni strategiche sul benessere dei portatori di interesse. Nel tentativo di offrire una chiave di lettura chiara e il più possibile esaustiva, sono stati messi a sistema tutti i dati raccolti, le esperienze e le analisi, al fine di realizzare una gestione efficace della responsabilità sociale.

 

La volontà affermata è far sì che l’orientamento alla responsabilità sociale divenga un percorso continuativo e condiviso. E’ quindi evidente che la ricerca non termina con questa pubblicazione, ma rappresenta lo stimolo ad avviare immediatamente la futura edizione, incoraggiata da nuovi stimoli e nuove scommesse che inevitabilmente generano il posizionamento valoriale della Federazione, in un mondo sempre più complesso e competitivo.

 

Alla luce di quanto realizzato, sento di dover ringraziare tutti coloro che, con pazienza, spirito di collaborazione, apertura e spesso con minuziosa precisione, sono riusciti ad accrescere la passione che nutro per la “mia” Federazione, oltre che a regalarmi quel solido bagaglio culturale che ho cercato, a mia volta, di trasmettere tra le pagine del Bilancio Sociale FICr.

 

Concludo augurando a tutti una buona lettura!

Emanuela Grussu

Responsabile Comunicazione & Marketing FICr

Il Bilancio Sociale FICr è disponibile in versione integrale al seguente link: https://www.ficr.it/images/documenti/bilanci/sociale/bs2016-2018.pdf