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Cronometrista

Nella metà degli anni sessanta, in una Federazione tutta esclusivamente maschile, si iscrive al corso per cronometristi di Imperia la prima donna, Anna Maria Antonietta Santillo, dopo essere stata folgorata dalle gare di rally a Montecarlo.

 

“Ricordo che mi divertii tantissimo e mi resi anche conto di quanto fossero importanti i cronometristi nelle competizioni sportive. Dopo pochi mesi frequentai il corso e il 24 Settembre 1966 diventai cronometrista. Ancora oggi posso dire che il ricordo di quei momenti è una grande emozione. La prima gara per cui fui chiamata in servizio si svolse sui monti di Monesi. Una gara di sci: conservo ancora la giacca a vento a fiori che comprai in tutta fretta. Avevo 26 anni e una grande passione per il cronometraggio”.

 

Le gare si susseguirono e la prima tesserata FICr divenne una cronometrista esperta.

 

“Rally, sci, automobilismo, basket e pallanuoto. Soprattutto tanta pallanuoto, perchè si svolgeva di domenica pomeriggio e nessuno voleva farla. Da brava ultima arrivata non mi potevo certo sottrarre, ma ad essere sincera, non mi costava molto”.

L’ingresso di Anna Maria Santillo tra i cronometristi di Imperia fu accolto con cordialità. Una donna in uno “sport tecnico” che per più di quart’anni aveva visto in attività solo uomini, non solo ingentiliva l’ambiente, ma rappresentava il futuro.

 

Fui accolta con molta simpatia, anche se non da tutti. Soprattutto all’inizio, ci fu qualcuno che storse il naso, quasi volesse dire - ma che ci fa una donna tra i cronometristi?. Con il passare del tempo però, tutti compresero che il cronometraggio non era affatto un’attività riservata agli uomini. Certo, oggi tutto questo può sembrare persino ridicolo, ma occorre rifarsi alla cultura di quegli anni per comprendere bene anche l’atteggiamento di alcuni miei colleghi. D’altra parte finanche mio padre, che pure mi aveva sempre incoraggiato in ogni attività, di tanto in tanto brontolava. Ma alla fine si rassegnò”.

 

 

Quella di cronometrista è un’esperienza che custodisco con affetto, il contatto con la gente e il mondo dello sport rappresentano un bagaglio che ogni giovane dovrebbe poter provare. Il legame con  lo sport non si rompe mai. Dura per tutta la vita. Io, il mio cronometro ed il mio distintivo federale non li ho mai abbandonati”.

 

Tratto dall’ Attimo Fuggente, i 75 anni della Federazione Italiana Cronometristi _ di Dionisio Ciccarese

 

 

 

Emanuela Grussu

Marketing & Comunicazione FICr