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nino rinaldiRicordi personali con Romagna di Nino Rinaldi

Ho saputo dell’esistenza della Federazione Cronometristi quando avevo solo otto o nove anni.

Ogni tanto andavo con mio padre il pomeriggio negli uffici dell’INAM dove lavorava. Nella sua stanza c’era Franco Felici che era Presidente dei Cronos Romani e che sarà anche Consigliere Federale e Vice Presidente Nazionale per sei quadrienni (dal 1953 al 1977).

 

Franco Felici, chiamato zì Franco affettuosamente dai cronos romani, abitava abbastanza vicino a noi e spesso andavo con mio padre a casa sua (che era anche la sede della Segreteria Provinciale di Roma dei cronos) a prendere i biglietti per gli incontri di pugilato o per il velodromo Appio dove si svolgeva una intensa attività di ciclismo su pista.

Il pugilato, che era lo sport preferito da mio padre (era abbonato a Boxe), insieme al ciclismo su pista erano gli sport più popolari a Roma a parte il calcio (siamo all’inizio degli anni cinquanta).

 

Un paio di volte con mio padre e zì Franco che cronometrava sono andato a bordo ring nelle notturne di pugilato che si svolgevano al Campo Artiglio e stando a bordo ring con l’illuminazione che lambiva anche le nostre persone mi sentivo importante.

 

Nella mia mente di bambino ho idealizzato quella figura di cronometrista spettatore ed attore degli avvenimenti sportivi che mi ha accompagnato per tutta la vita.

 

Visto il mio interesse per il cronometraggio tra mio padre e Felici é iniziata una cospirazione perché mi hanno fatto vivere l’infanzia (beata innocenza) sotto ricatto nel senso che se non studiavo, se non mi comportavo bene, erano pronti a dirmi che non mi avrebbero fatto diventare cronometrista al compimento del diciottesimo anno (anche se ufficialmente era necessario averne ventuno).

 

Franco Felici era il cognato di Giovanni Romagna.

Fatto sta che preso il diploma a diciotto anni nel giugno del 1960 ho chiesto di entrare in Federazione. Ho atteso fino a settembre perché tutti i cronos romani erano impegnati nella preparazione dell’Olimpiade e quei mesi mi sembrarono interminabili più di tutti gli anni dell’infanzia ma appena finita l’Olimpiade sono diventato “aspirante cronometrista della Segreteria Provinciale di Roma.

 

Felici e Romagna hanno rispettato i patti morali con mio padre e con me.

A proposito, una volta Romagna disse di avermi visto da piccolo negli uffici dell’Inam e siccome non era il tipo di dire le cose solo per compiacere...

Rimase sorpreso ma contento quando nel 1976, a 34 anni, sono diventato Presidente della Segreteria Provinciale di Roma, fu una sorpresa perché avevo vinto su un cronometrista storico di Roma il cav. Augusto De Curtis…sia pure per un solo voto!

Romagna é stato sempre molto affettuoso nei miei confronti e pur nel rispetto dei ruoli fu poi particolarmente felice della mia elezione a Consigliere Federale nella Assemblea Nazionale a Bari nel 1981 ed in occasione della mia riconferma ad Acireale nel 1985 mi consegnò il suo volume “Origini ed evoluzione della Federazione Italiana Cronometristi nel suo cinquantenario –(1921- 1971)” firmato da lui stesso ed un suo biglietto da visita che conservo gelosamente : “Caro Rinaldi, mi compiaccio vivamente per la tua riconferma. Aff.”

Caso ha voluto poi che Romagna si incontrasse alla Gescal in una Commissione con mio suocero che lo conosceva di vista perché oltre ad aver fatto lo stesso percorso professionale (Ina-Ina Casa-Gescal) aveva frequentato Villa Torlonia perchè giocava a tennis con Bruno Mussolini.

Non so come sono andati sul discorso ma quando ha saputo che ero suo genero…

ricordo ancora l’emozione ed il compiacimento di mio suocero nel riportarmi i complimenti di Romagna e di questo gliene sarò sempre grato.

La “potenza” ed il “carisma” di Romagna erano evidenti ma ne ho avuto una conferma diretta in modo particolare quando sono andato con lui a cronometrare nel 1968 a Palermo il Rally del Monte Pellegrino. Sono rimasto basito dall’ossequosità con la quale lo ha accolto il Notaio Oscar Marsala un vero “potente” siciliano.

Marsala era stato Consigliere Federale per sei quadrienni e l’incontro mi ha dato anche il senso dei rapporti che l’Uomo intratteneva.

Un’altra gara fatta con Lui é stato il Gran Premio di Formula Uno a Milano nel 1971.

Con noi c’era Lucio Di Paola ed in cabina i Grandi cronometristi milanesi: Arnaldo Teichmann (nella vita ingegnere collaudatore dell’Alfa), Franceschini (un grande delle apparecchiature che spesso le riparava per la Federazione) e Dante Poma (il bancario). Fu una felice intuizione di Poma quella di montare (non era previsto) il finish (forse anche per avere un ricordo per Romagna) perché fu grazie a quello splendido finish che fu possibile assegnare la vittoria ad un pilota outsider per pochi centimetri. Credo che quel finish sia ancora oggi esposto nei locali dell’Associazione dei colleghi milanesi.

Nel 1979 ero Segretario Provinciale a Roma e saputo che festeggiava 50 anni di cronometraggio “l’ho messo in servizio a Vallelunga” per una gara in circuito.

Accettò la convocazione fatta con tutti i crismi ufficiali e la sua presenza fu una festa per tutti. Volle seguire tutta la gara, si affiancò ai prendi numeri e ci mancò poco che ad 80 anni non dettasse i numeri dei concorrenti “senza occhiali”!

 

 

                                                                                                               Nino Rinaldi