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CortometraggioCRONOSUN CRONOMETRAGGIO NEL CORTOMETRAGGIO

“NON SO COME, MA E' SUCCESSO”

Questo il titolo del cortometraggio che ha vinto il Leone di Vetro alla 76ª mostra del cinema di Venezia 2019. Il Muro di Ca' del Poggio: una storia e un territorio raccontati dal regista Nazareno Balani, narratore di molte imprese dello sport mondiale e Alberto Stocco, co-autore del cortometraggio e gestore del noto ristorante e resort che sorge in cima alla collina.

“Non so come, ma è successo”, un cronometraggio nel cortometraggio, così come le colline di Conegliano Valdobbiadene inaspettatamente insignite nel Patrimonio Unesco, anche i cronometristi di Treviso immortalati nel documentario al minuto 5.47. Se questo non è tempismo!

Si stava disputando il Giro d'Italia under 23 proprio sul Muro di Ca' del Poggio, il 16 giugno dello scorso anno, con una rivoluzionaria cronometro in “Real time” ben spiegato nell'articolo di Nino Rinaldi su Kronos di luglio 2018.

Il Muro, parola che descrive subito l'immagine del suo significato, una sfida, mettersi alla prova per valicarlo, è ben rappresentato dallo splendido cortometraggio che inizia così: “Ci sono luoghi che sono lì da sempre. Tutti lo sanno, tutti ci passano; poi, un giorno, grazie ad un’idea, ad un atto di coraggio, diventano luoghi in cui passa la storia”.

Il regista ci fa vivere l'essenza del Muro di Ca’ del Poggio, la storica salita simbolo delle colline del Prosecco di 1.150 metri con pendenza media del 15% ma con punte del 19%.

Tanti nomi prestigiosi del ciclismo lo hanno scalato, tanti giri d'Italia: 2009, 2013, 2014, 2017 e Campionato Italiano 2010 e Giro Rosa nel 2012 e 2015.

È qui appunto che negli scorsi anni sono passati i grandi nomi trovando sempre una grande accoglienza da parte degli appassionati ciclisti e attivi spettatori che ogni giorno affrontano il Muro di Ca’ del Poggio spinti dalla passione per la bicicletta.

Il Muro di Ca' del Poggio dal 2016, con solenne cerimonia, è gemellato con altri due storici muri come quello di Grammont in Belgio, che si trova sul percorso di una classica ciclistica del Nord: il giro delle Fiandre e dal 2018 con il Mur de Bretagne che invece si trova sul tracciato di tappe della Grande Boucle.

La fatica e la dedizione dei ciclisti, le difficoltà di una viticultura “eroica” delle vigne scoscese, paragone spontaneo che identifica questa meravigliosa cornice. Ci vogliono allenamento e testa, conoscenza e cuore, ma alla fine il risultato e l'appagamento rimarranno ricordi e sapori indelebili.

 

 

Meri Carraro

ASD Cronometristi Treviso