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A capo di 5 combattute tappe che hanno toccato quasi tutte le province della Regione, sabato 3 luglio si è conclusa nella frizzante atmosfera delle dolomiti bellunesi di Falcade la 29.ma edizione del Giro del Veneto, una classica fra le gare di ciclismo su strada che ha schierato al via una centuria e mezzo di atleti Under 23 (categoria appena un gradino più sotto dei professionisti) raggruppati in  24 Squadre, che a modo di antipasto il 29 giugno a Porto Tolle, agli ordini del nostro starter Italo Dal Tio si erano date battaglia sotto un sole implacabile in una cronometro corsa tutta d’un fiato ad oltre 53 di media.

 

Pure il team dei cronometristi designati per l’importante manifestazione ciclistica era espressione della generosa terra veneta, con l’aggiunta di un pizzico di Alto Adige. Venezia era presente con Maurizio Raniolo, una sicurezza al fotofinish, coadiuvato da Giulia Bresin, allieva cronometrista super-impegnata nell’apprendere i segreti del mestiere, ma già un fulmine di guerra nella classificazione dei concorrenti. Da Bolzano provenivano i veterani Mario Stegher, DSC nonché responsabile della stesura delle classifiche e Sergio Conte addetto alla gestione dei transponders, mentre il trevigiano Pietro Bardini sarebbe stato il nostro inviato al seguito della corsa a fianco della giudice d’arrivo, sempre pronto ad intervenire qualora le esigenze lo avessero richiesto. Non trascurando che grazie alle proprie conoscenze al riguardo egli è stato il prezioso “trait d’union” nei confronti degli organizzatori, coordinandosi con loro sin dai primi contatti per ogni problematica inerente il servizio di cronometraggio.

 

Servizio di cronometraggio che di tappa in tappa si è dipanato in maniera ottimale. Contestazioni sul nostro operato non ce ne sono state, eccetto che nella tappa di Castelfranco Veneto, dove si è determinato un cambio al vertice nella classifica dei giovani, nonostante l’arrivo (secondo il direttore sportivo contestatario) a ranghi compatti, che proprio compatti non erano, essendoci una impercettibile “crepa” all’altezza del 35.mo classificato, appena appena superiore al secondo, magari impercettibile ad occhio nudo, ma non sfuggita alle nostre apparecchiature. Tanto è bastato per far scattare inesorabilmente il distacco in considerazione del quale la maglia bianca ha cambiato padrone. Tutto in regola dunque, come poi attentamente accertato e ratificato dalla Giuria, che dopo aver preso atto dei tempi registrati dai transponder che davano un distacco di 1,161 secondi è passata ad esaminare la sequenza del fotofinish che ha documentato senza ombra di dubbio un buco misurato come vuole il regolamento fra ruota posteriore e ruota anteriore del corridore che segue di 1,03 secondi. Dunque tre risicatissimi centesimi equivalenti all’inezia di qualche millimetro, ma sufficienti per respingere al mittente la contestazione, dimostrando ancora una volta qualora ce ne fosse stato bisogno, che quando si parla di precisione non siamo secondi a nessuno.

 

Ma le contestazioni bisogna anche saperle prevenire, e lo svolgimento aggrovigliato della seconda tappa sembrava fatto apposta per procurarci delle grane. E’ successo che nella frazione di Valeggio sul Mincio, nel carosello finale di 6 giri a forma di 8, per un errore di valutazione degli organizzatori sui tempi di percorrenza della tabella di marcia, i corridori di testa si sono trovati faccia a faccia ad incrociare la coda del gruppo che proveniva in senso contrario e che era in grave ritardo anche a causa di una maxi-caduta avvenuta in un tratto di strada sterrata. Questo autentico testa-coda (mai visto in tanti anni di onorata carriera), oltre che causa di possibili incidenti che per fortuna non ci sono stati, se non da noi gestito in maniera adeguata poteva essere fonte di errori di classificazione originati dal disordinato tourbillon dei corridori che chi al passaggio, chi all’arrivo transitavano mescolati sull’antenna dei transponders. Ragion per cui l’acquisizione ha dovuto essere convenientemente attivata/disattivata a seconda dei casi e alla fine siamo stati in grado di fornire un ordine d’arrivo che ha fedelmente rispecchiato la sequenza dei passaggi sul traguardo di chi era a giri pieni. Per gli altri, soprattutto per quelli fermati all’ultimo giro, ha provveduto la Giuria a classificarli, come di sua competenza.

 

In conclusione possiamo dire che il servizio di cronometraggio al Giro del Veneto è stato all’altezza della situazione, così come confermatoci dagli organizzatori, pienamente soddisfatti del nostro lavoro.

 

Sergio Conte   (ASD Cronometristi Bolzano)